Nessuna offerta per Gigio Che affollamento tra i pali!


Il sei giugno è il giorno dello striscione davanti Casa Milan, sede rossonera. In stampatello nero, su lenzuolo bianco, è impresso un messaggio destinato sia alla società che a Mino Raiola: “Non si accettano ricatti, avanti così”. Era il sei giugno scorso: l’agente avanzava pretese esose sul rinnovo di Gigio e il club restava pazientemente in attesa. Un groviglio che più di tutti penalizzava Donnarumma, invitato dalla curva a lasciare il procuratore, dalla società a firmare il prolungamento, dalla famiglia ad accettare la proposta rossonera e infine dal manager a cambiare aria. Gigio era evidentemente conteso, situazione che parrebbe non rinnovarsi quest’anno. Oggi gli slogan tendono all’armonia. Dalla società (“Gigio è un patrimonio da tutelare”) e dall’agente (“Può rimanere a vita al Milan”). Il conflitto è solo più discreto, muove sottotraccia: il club si è esposto un po’ di più e ora è Raiola a restare pazientemente in attesa. I dirigenti rossoneri hanno infatti aggiunto una seconda parte alla loro dichiarazione d’intenti: il portiere è sì un asset patrimoniale importantissimo ma “se arrivasse un’offerta soddisfacente, e ci fosse l’ok di Gigio, saremo pronti a discuterne”. Alle parole il Milan ha aggiunto i fatti: ha già messo sotto contratto Reina che si è detto disponibile a fare il secondo e ancora di più a essere il titolare. Pepe andrà ai Mondiali ed è reduce da un campionato da titolare a Napoli: non si sente ancora un dodicesimo (nel ruolo oggi la squadra abbonda: da Antonio Donnarumma ai rientranti Plizzari e Gabriel).
prontiSempre dal Milan l’investimento era stato giustificato con la necessità di “farsi trovare pronti” qualora la controparte avesse deciso di presentarsi alla porta con una proposta alternativa e l’umore rossonero ormai rassegnato. Il Milan ha fissato il prezzo e scelto invece di non fissare limiti temporali: anche nell’ultima ora dell’ultimo giorno di mercato sarebbe disponibile all’ascolto. Che il Milan, sotto sotto, ci speri? Certo è che Gigio garantirebbe una notevole plusvalenza e – si combinasse prima – un incasso che aiuterebbe le trattative in entrata. Solo che – di nuovo sottotraccia – il Milan si lascia andare a qualche confidenza: mentre per tutti i big, da Bonucci a Calhanoglu, sono arrivate offerte rimaste inascoltate, per Donnarumma nessuno sembra aver bussato. Da topo Gigio, quando si scherzava sul nomignolo, a tappo-Gigio inteso come freno al mercato. Che la strategia rossonera sia un invito indiretto a farsi avanti? Non lo è: non siamo ancora a questo punto. Resta il grande silenzio: Raiola, interpellato, sostiene di “non aver niente da dire”, mentre entrambe le parti smentiscono incontri a breve. Che Mino abbia in mano le offerte e attenda perché il prezzo cali? Difficile anche questo. La realtà è che oggi molte porte, da Madrid a Parigi, sembrano davvero (definitivamente?) chiuse.

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