Cannes onora Paolo Rossi Due film sull'eroe Mundial


Paolo Rossi al Festival di Cannes. Farà l’attore? No, Pablito, santo laico della generazione che ha vinto il Mundial di Spagna nel 1982, diventa un film. Anzi, due: un film e un documentario. L’annuncio è arrivato da Ivo Romagnoli, presidente di Film in Tuscany, che martedì presenta il progetto sulla Croisette insieme a Cinecittà Luce. Con Rossi presente.
Sia il documentario che il film ruotano attorno alla biografia del giocatore scritta da Federica Cappelletti, autrice appunto di quel “1982: il mio mitico Mondiale” che, per Feltrinelli, racconta il trionfo di Spagna dal punto di vista del bomber azzurro. Ma il libro della giornalista perugina, moglie dell’ex calciatore, darà vita a due progetti distinti. Il documentario sarà diretto da Gianluca Fellini, regista di videoclip musicali e coinvolgerà i ragazzi della Onlus Parada, associazione di volontariato in favore dei bambini di strada a Bucarest. Il film avrà invece una produzione americana. Tirando in causa, addirittura, una non meglio precisata “leggenda di Hollywood”, come co-sceneggiatore e regista.
“Ero un ragazzo – ha detto Rossi, 61 anni -, quando mi è stato detto che le mie condizioni di salute non mi avrebbero permesso di giocare, così come le mie condizioni sociali. Ma io non ci ho creduto. I miei sogni erano più forti degli ostacoli. Ho lavorato sodo e ho creduto in me stesso. Ho affrontato ogni ostacolo a cuore aperto e, un giorno, il sogno è diventato realtà”. Ed ecco, quindi, il (presumibile) messaggio di film e documentario: “Credete in voi stessi, lavorate duro, rispettate gli altri e, un giorno, il sogno diventerà realtà”.
sincro — Ma lo sport arriva a Cannes anche per altre vie. Incuriosisce “Diamantino”, film portoghese che immagina un campione (per certi aspetti fin troppo simile a Cristiano Ronaldo) che fa perdere i Mondiali 2018 alla nazionale lusitana in seguito un penalty sbagliato. Finisce in crisi, tra spie che si fingono rifugiati africani, misteriosi esperimenti del governo e avide sorellastre. Una commedia surreale (persino con sponda politica) che a qualcuno ricorda Paolo Sorrentino. E non c’è solo il calcio: da segnalare “Le grand bain”, di Gilles Lellouche, attore visto l’anno scorso in “C’est la vie”: è un film francese (che uscirà in Italia) in cui un 40enne depresso si iscrive a un corso di nuoto sincronizzato maschile. Troverà altre persone che, in piscina, affogano il loro disagio. Insieme punteranno ai Mondiali, un po’ come i simpatici disadattati che, ne “La mossa del pinguino”, di Claudio Amendola, sognano i Giochi Invernali nel curling.

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